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Rapinò un’anziana a Camerota, condannato a 7 anni

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7 anni di reclusione sono stati ieri inflitti dal Tribunale di Vallo della Lucania ad una persona di nazionalità rumena (I.A.) che si era reso responsabile , insieme ad un suo connazionale, tuttora latitante,  di una rapina ai danni di una signora anziana che vive in una villetta in una zona periferica di Marina di Camerota, a piano terra.

La signora di notte  sentì dei rumori provenire da una finestra e pensando che fosse il gatto che aveva lasciato fuori , si avvicinòper aprirgli toccando con mano qualcosa di peloso.

Si trattava invece del bavero del giubbino di uno dei due rapinatori, come è stato accertato nel corso del processo.  Profittando del gesto della donna, i due finirono di aprire la finestra e saltarono all’interno della casa; qui cominciarono a minacciare la malcapitata con un crick per auto fino a quando la donna, impaurita, non si decise ad indicare loro il punto in cui aveva una piccola cassaforte nella quale custodiva tutti i suoi gioielli, molti dei quali da lei stessa disegnati e fatti eseguire.

Dovette lei stessa aprire la cassaforte ed assistere alla razzia. Non contenti, i due rapinatori, minacciandola anche con un coltello, pretesero pure il danaro in contanti (150 euro) che la donna aveva. Poi lasciarono la casa dopo averle sottratto il telefono cellulare e dopo aver tagliato i fili del telefono.

La donna, impaurita, temendo che i due potessero essere rimasti nei paraggi a controllare le sue mosse, non uscì se non all’alba,recandosi da alcuni suoi vicini per dare l’allarme.

I Carabinieri della stazione di Marina di Camerota, sulla base del racconto della derubata, si diedero subito  alla caccia delle due persone, indicate come straniere,  e grazie alle telecamere di una stazione di servizio identificarono un’auto con targa rumena con due giovani che corrispondevano alla descrizione data dalla derubata.

Costoro, tra l’altro ospiti del parroco di Marina di Camerota, non rientrano che nel pomeriggio e trovarono ad attenderli  i carabinieri i quali li fecero sottoporre a riconoscimento da parte della derubata.

 La signora riconobbe in particolare il profumo di uno dei due (del quale era stata trovata anche un flacone in auto), quasi svenendo a risentirlo, ed il collo di pelliccia dell’altro.

Grazie poi ai riscontri sui cellulari dei due imputati, i Carabinieri hanno potuto avere la conferma che i due erano in zona il giorno del furto.

Le loro scarpe erano altresì sporche del fango che era presente nella strada di accesso alla casa.

Il Tribunale ha ritenuto sufficienti gli indizi raccolti a carico dell’imputato per il momento processato e gli ha inflitto la pena di anni sette di reclusione che supera i limiti previsti dalla legge per la sospensione condizionale (due anni) e che quindi dovrà essere scontata quando la sentenza diventerà definitiva.

Purtroppo della refurtiva, il cui valore era di circa 60.000 euro, nessuna traccia.