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Caso Mastrogiovanni, nuovo esposto in Procura

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VALLO
Finisce in un nuovo esposto denuncia presentato ai Carabineri di Vallo della Lucania la morte di Francesco Mastrogiovanni. Dopo la sentenza di condanna per medici ed infermieri arrivata anche dalla Corte di Cassazione, i familiari e i legali del maestro di Castel Nuovo Cilento chiedono che vengano accertate le responsabilità dell’Asl e quindi dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania dove Mastrogiovanni è morto dopo quattro giorni di trattament sanitario obbligatorio. Nel processo di primo e secondo grado e nel giudizio celebrato in Cassazione l’Asl di Salerno ha mantenuto una posizione giuridica “ibrida” che “sfiducia lo Stato e quindi tutti noi”. Si legge nell’esposto presentato dall’avvocato Loreto D’Aiuto familiare del maestro e legale della famiglia  Mastrogiovanni nel terzo grado di giudizio. I dipendenti dell’ Asl che per circa quattro giorni sequestrano Francesco “non lo curarono, non lo nutrirono, gli tolsero la dignità di uomo e lo accomunarono alla morte”.  Nel processo l’Asl ha nominato due difensori per difendere le due posizioni distinte di responsabile civile, chiamata dagli eredi Mastrogiovanni,  e parte civile contro i medici. Nel processo i dirigenti del San Luca tra cui l’allora direttore sanitario sono stati sentiti come testi a discarico degli imputati dipendenti. “L’Asl – ricorda l’avvocato D’Aiuto – ha rifiutato qualsiasi dialogo con la famiglia Mastrogiovanni, anche dopo la sentenza di secondo grado ha disdetto con una telefonata un appuntamento con lo studio legale. Quale ente pubblico attraverso i suoi organi amministrativi aveva invece il dovete di fare una indagine interna, aveva il dovere di mettere a disposizione dell’Autorità giudiziaria i fatti acquisiti con i suoi mezzi di indagine”. Considerata la contenzione e la conseguente morte di Mastrogiovanni nell’esposto si chiede alla Procura della Repubblica di Vallo di accertare se “l’Asl fece o non fece una indagine interna, se ha mai deliberato la contenzione dei pazienti e sulla base di quali prove in suo possesso non ha mai voluto dialogare con i familiari Mastrogiovanni”.