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Camerota, sigilli ai parcheggi: la protesta dei gestori dei lidi. Turisti chiedono il risarcimento

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Trentasette lidi balneari semivuoti, trecento posti di lavoro a rischio, clienti che minacciano di chiedere il risarcimento danni. La chiusura dei parcheggi  lungo la strada del Mingardo ha scatenato il caos. Le aree di sosta, otto in tutto sono state posto sotto sequestro perché abusive. Dodici persone sono finite nei guai per occupazione di suolo demaniale e deturpamento dell’ambiente. Un paradosso considerato il fatto che i parcheggiatori lavorano da oltre trent’anni. Tutti sapevano dell’attività svolta senza autorizzazioni in un’area a forte rischio idrogeologico ma nessuno é mai intervenuto. Il blitz dei carabinieri scattato martedì mattina ha fatto crollare, come un castello di cartone,  un sistema ben collaudato di accoglienza turistica che seppur non autorizzato andava avanti dagli anni ottanta. Oltre duemila le auto al giorno che parcheggiavano fino a lunedì “regolarmente” sotto la roccia del Mingardo. Un fiume di turisti pronti a riversarsi  sulle splendide  spiagge di Marina di Camerota, dal costone dell’ormai ex discoteca il Ciclope alla spiaggia del Troncone.  Un sistema precipitato nel giro di quarantotto ore.  Lunedì mattina la caduta del masso che ha colpito in pieno un’auto . Martedì mattina alle quattro, l’arrivo dei carabinieri della locale stazione, che hanno apposto i sigilli alle aree adibite a parcheggio abusivo. Sulla strada principale di accesso alle spiagge e alla località balneare di Marina di Camerota da due giorni non sono più disponibili duemila posti auto. I parcheggi autorizzati dal comune, quelli delimitati dalle strisce blu sul lato mare, circa trecento, non sono sufficienti per garantire il parcheggio auto ai tanti vacanzieri in arrivo ogni giorno. Il blitz dei carabinieri è scattato ad una settimana dal ferragosto. Ieri mattina la maggior parte dei lidi situati lungo la spiaggia del Mingardo erano semivuoti. Tensione e disperazione  da parte  dei titolari degli stabilimenti balneari. Molti turisti non trovando parcheggio hanno fatto marcia indietro scegliendo altri spiagge ed  altre strutture balneari. Inevitabile la protesta di molto  villeggianti che con avendo l’abbonamento per il lido comprensivo di parcheggio auto hanno minacciato di chiedere il risarcimento danni.  Da quando hanno chiuso le aree di sosta “irregolari””ogni angolo della strada che costeggia il Mingardo è invasa da auto. Anche l’ingresso del Ciclope,  chiuso da due anni dopo la morte di Crescenzo Ragione ucciso da un masso caduto dal costone, è stato trasformato in un parcheggio provvisorio. Non vogliono sentire la parola abusivi i parcheggiatori rimasti senza lavoro. Sono disperati. Cento famiglie rischiano di andare sul lastrico. “Da anni – denunciano – stiamo chiedendo di essere messi in regola. Nessuna amministrazione è riuscita a venirne a capo. Fin quando non sarà messo in sicurezza il costone tutto rimane fermo”. Sono pronti ad ogni forma di protesta. Lunedì mattina la  pietra franata ha travolto un’auto in sosta. Il veicolo è rimasto schiacciato dalla roccia. Per fortuna al momento del crollo non c’era nessuno all’interno. Il proprietario dell’auto ha denunciato il titolare del lido che lo avrebbe fatto parcheggiare in quella zona. Dopo il crollo sono intervenuti i carabinieri. Il fatto è arrivato sulla scrivania degli inquirenti della procura che martedì mattina hanno inviato sul posto le forze dell’ordine per applicare il provvedimento. Subito dopo i sigilli i proprietari dei parcheggi, che insistono lungo la spiaggia del Mingardo, hanno minacciato di far scoppiare una rivolta creando non pochi disagi alla circolazione. Alcuni si sono sdraiati sull’asfalto, altri sono andati in escandescenza. Sul posto è intervenuto il sindaco, Mario Scarpitta, che dopo un lungo colloquio ha riportato la calma. Il primo cittadino ha spiegato che il provvedimento è stato emanato dalla Procura e applicato dai carabinieri.