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Camerota, cadono massi sulla strada: sigilli a duemila posti auto

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CARMELA SANTI
CAMEROTA
Il blitz dei carabinieri é partito alle quattro di eri mattina. I militari della locale stazione hanno posto sotto sequestro otto aree adibite a parcheggio, tutte abusive,  situate lungo la strada del Mingardo. Per i tanti vacanzieri diretti sulle spiagge di Marina di Camerota è iniziata una giornata infernale. Per i gestori dei parcheggi, denunciati per occupazione di suolo demaniale, è iniziato un incubo. Nei giorni di maggior affluenza di turisti sono rimasti senza lavoro.  I sigilli sono scattati dopo l’ennesima caduta di massi lungo il costone che si estende dalla discoteca il Ciclope fino allo scoglio del Troncone. Due giorni fa a pochi passi dalla nota discoteca è crollata una pietra. Il masso è finito sopra ad un’auto parcheggiata in una delle otto aree di sosta. L’episodio è stato denunciato alle forze dell’ordine ed  ha fatto scattare i sequestri. Il fascicolo, a pochi giorni dal ferragosto,  è finito sul tavolo del procuratore capo facente funzioni presso il tribunale di Vallo della Lucania Paolo Itri che ha confermato il sequestro. Esattamente due anni fa dinanzi alla discoteca il Ciclope,  per la caduta di un masso perse la vita Crescenzo della Ragione, 27enne originario della provincia di Napoli. I parcheggi non molto distanti dalla discoteca sono stati ricavati in aree situate sotto le rocce e quindi localizzati in una situazione più o meno identica al locale notturno. Oltre ad essere pericolosi per l’incolumità dei clienti, sono tutti privi di concessione e quindi abusivi. Sin dalle prime ore di ieri mattina sulla principale strada di accesso alla nota località balneare é stato l’inferno. Lungo al strada del Mingardo si trovano decine di stabilimenti balneari affollati in questi giorni da migliaia di vacanzieri. Con i parcheggi chiusi il traffico é andato in tilt. Centinai di auto sono rimaste impallate lungo la strada. Difficile anche fare manovra per tornare indietro. I parcheggi autorizzati dal comune lungo la strada, quelli delimitati dalle strisce blu sono stati occupati in pochi minuti. Per tutti gli altri automobilisti è stato l’inferno. In media in questo periodo di maggiore afflusso di vacanzieri,  nelle aree di sosta parcheggiano oltre duemila auto al giorno. L’intervento dei carabinieri ha mandato in tilt un sistema che seppur non autorizzato andava avanti da oltre trent’anni. In difficoltà soprattutto i titolari degli stabilimenti balneare impossibilitati a far parcheggiare i propri clienti. Disagi anche per gli automobilisti diretti a Marina di Camerota e a Palinuro rimasti bloccati nel traffico. I sigilli hanno fatto scattare la protesta dei gestori dei parcheggi. Ieri mattina hanno raggiunto palazzo di Città per chiedere l’intervento del sindaco Mario Scarpitta. Al momento le aree restano sotto sequestro. “Aspettiamo – l’esito del lavoro della magistratura – dice il primo cittadino. Comprendiamo i disagi per i turisti e la rabbia degli operatori turistici ma la sicurezza e l’incolumità delle persone viene prima di tutto”. Il primo cittadino si è insediato solida qualche mese. Sin da subito ha dovuto fare i conti con le emergenze storiche del terrario. Qualche settimana fa la chiusura della Mingardina per un incendio ora la strada del Mingardo minacciata dalla caduta massi. “È assurdo – denuncia Scarpitta – questi problemi si trascinano da anni senza una soluzione concreta. Quello che sta cadendo in questi giorni deve far aprire gli occhi alla politica perché il fenomeno dell’erosione è gravissimo e va affrontato subito. Non si può mettere a rischio l’economia di un territorio”. Tra ieri sera è questa mattina il sindaco ha programmato una serie di incontri con gli operatori turistici per organizzare navette e trasporti alternativi per raggiungere le spiagge del Mingardo. Sarà utilizzato anche il trenino itinerante. Si avvicina il ferragosto e senza soluzioni alternative i vacanzieri sceglieranno altre spiagge. Si dice preoccupato Alfonso Esposito presidente dell’associazione balneari di Marina di Camerota “se la vicenda non si sblocca ci aspettano giorni di grandi difficoltà. Non escludiamo situazioni di pericolosità sul fronte viabilità. Marina di Camerota è una località ambita e tanti ospiti si riverseranno nei prossimi giorni sulle nostre spiagge. Gli spazi aperti erano utili anche per una semplice manovra. Speriamo che possa prevalere il buon senso sempre nel rispetto dell’incolumità pubblica”. Come associazione Esposito ricorda che “sono stati più volte sollecitati gli enti,  a tutti i livelli, per aprire un tavolo di concertazione tecnico per risolvere il problema del rischio idrogeologico definitivamente perché  la programmazione è alla base di tutto”.