10.6 C
Vallo della Lucania
martedì 19 Marzo 2019
SET TV – VALLO DELLA LUCANIA
News

IL “SENTIMENTO” DEL NATALE A CANNALONGA: CULTURA, MUSICA, TRADIZIONE E… SI TORNA “IN SCENA”!

Vène Natale, nu’ tengo renari, piglio ‘na pipa e me mecco a fumà, recita una filastrocca della tradizione popolare cilentana. Ritorna il Natale… il periodo più… indefinibile e relativo dell’anno. Sì, perché è facile dire o scrivere che sia il periodo più “dolce” (per le continue mangiate con amici e parenti), “bello” (un aggettivo troppo generico e, talvolta, bambinesco) del calendario. Il Natale è un sentimento e, come tale, ognuno lo vive dentro e fuori di sé a modo suo. Io, ad esempio, lo vivo nel passato, come un déjà vu, come un raggio di sole che parte migliaia di anni luce prima di sentirlo coccolare la pelle, nel senso che mi porta alla mente tante situazioni, tante persone che son venute a mancare, tante speranze, eterne, mai svanite. Il Natale non è un giorno solo, il 25 dicembre, è un periodo, un “tempo” (leopardianamente “un’attesa” del dì di festa, ma anche in senso liturgico) ed oggigiorno il sentimento del tempo è molto cambiato: sembra che gli anni ci sfuggano tra le dita come se avessimo un pugno di sabbia e tentassimo in ogni modo di tenerlo stretto stretto per non far scivolare via nemmeno un granello… Ma la materia, fragile, eppure tanto potente nella voglia di andar via, corre nel sentiero della fuga, lasciandoci con la percezione angosciosa di non aver posseduto alcun pulviscolo, neanche il ricordo di averlo avuto sul palmo di una mano. Oggi il tempo si sciupa, si dimentica, si raggira, si giudica con preconcetti (specie quello per cui “dopo i 18 anni tutto passa in fretta”), ma non si vive. Quando penso al tempo mi sovviene il ricordo di Petrarca, il quale annotava con postille su papyri (foglietti sparsi) ogni evento della propria vita, sovente modificandolo in virtù del principio dell’autorappresentazione. Grazie a tale ossessione del tempo, irrazionale ma tenace nel cercare di non far scivolare via un solo granello di quel pugno di sabbia suddetto, la nostra letteratura ha avuto l’opportunità di sviluppare i concetti della lirica moderna. Credo che sia proprio la scrittura, la “segnatura” di ogni attimo vissuto il modo per rendere accattivante, eterno ed immortale ogni attimo della nostra esistenza. Ho scritto pocanzi che per me il Natale è “passato”. Certo. Il Natale è tradizione, cosa che nel Cilento si manifesta attraverso canti, suoni e usanze varie, culinarie, sociali e rituali (come il “presepe vivente”, che più o meno è organizzato in ogni borgo antico), ragion per cui la tradizione, in questo caso, è rievocazione. Cannalonga, paese della celeberrima ed immortale “Fiera della Frecagnola”, quest’anno, attraverso la Pro Loco dei Laghi, guidata da Anella Manzolillo, presidente dell’associazione, uno dei più giovani del comprensorio, ha scelto di unire i vari aspetti citati del Natale, riunendoli in un evento nel quale i giovanissimi non sono soggetti passivi che attendono Babbo Natale, ma attori protagonisti di varie performance. Il 19 dicembre, a partire dalle 20:30 nella sala socio-culturale, si alzerà il sipario e una simpatica kermesse di musicisti si esibirà con un repertorio a tema natalizio, preparato accuratamente da Daniele Sottolano, Francesco Cortazzo e Toribio Antonio Cortazzo, quest’ultimo autore di un disco, pubblicato nei mesi scorsi, Sona chitarra mia, sempe sona, in cui sono stati inseriti deliziosi brani della tradizione popolare di Cannalonga riguardante il Natale, che nella civiltà contadina era vissuto all’insegna della frugalità, della convivialità, ma anche della paura a causa dell’inverno alle porte. In seguito, alle 21 sarà la volta degli allievi di Giuseppe Ciullo, ex campione di organetto, che da alcuni anni esegue lezioni musicali a Cannalonga, proprio grazie alla Pro Loco. Infine, si torna “in scena”! La compagnia amatoriale, guidata dalla sapiente regia di Anna Fatigati e nata grazie allo slancio propositivo di Amorosina Carbone, offrirà alla platea un simpatico percorso all’insegna dell’umorismo, sia comico che riflessivo, fatto di sketch liberamente tratti dall’aneddotica popolare. Il 20 dicembre nella medesima sala socio-culturale avverrà un saggio natalizio a cura degli allievi di Manuel Scarpitta e Paolo Verturo. Il 28, poi, sarà la volta del “presepe vivente” organizzato dalla parrocchia… Sono persuaso che il Natale sia l’arte dei ricordi… Sono persuaso che l’arte sia il mezzo che abbiamo a disposizione per sconfiggere la fugacità del tempo, in quanto unisce i tre aspetti cronologici su cui gli uomini di ogni tempo si sono interrogati: passato, presente e futuro. La preparazione di uno spettacolo è un evento che si consuma nel passato, l’esibizione appare come un elettrico presente, la spinta a migliorare la qualità dell’esibizione è un trampolino verso il futuro. Nell’arte si consuma la scoperta di un talento che tutti possediamo e ricerchiamo. Coltivare il proprio talento vuol dire rendersi immortali e dare un significato nuovo ai propri desideri, come sol invictus che si festeggia ogni 25 dicembre. Che sia sempre Natale!
Nello Amato

Related posts

Arrestati tre giovani per rapina e lesioni

SET TV

Pollica, arrestato un barista per detenzione di sostanze stupefacenti

SET TV

Marina di Camerota, presentazione del cortometraggio “La macchina umana”

SET TV
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: