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Vallo della Lucania
venerdì 24 Maggio 2019
Cronaca News

“Notte e giorno a scavare al gelo cercando quel ragazzo della mia età”

Ha scavato notte e giorno nella speranza di ritrovare ancora in vita uno dei ventidue dispersi. Domenica sera quando il suo turno stava per finire è arrivata la notizia. Nelle macerie dell’hotel di Rigopiano sono stati localizzati altri due corpi senza vita. Raffaele Di Domenico venerdì sera è partito da Palinuro per unirsi alla squadra del Soccorso Alpino. “Si sta lavorando senza sosta – racconta – decine di uomini sono impegnati a scavare tra la neve e i resti dell’albergo”. Il 27enne è originario di Cava dei Tirreni ma da qualche mese si è trasferito nella località cilentana. E’ un operatore del soccorso alpino e speleologico, fa parte del gruppo campano. Quando giovedì ha ricevuto la telefonata dai suoi superiori non ha esitato a partire. A Rigopiano c’erano già altri volontari del soccorso alpino, impegnati a scavare tra le macerie dell’albergo. Raffaele ha raggiunto Farindola e si è unito alle operazioni di ricerca iniziate nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi. “Si lavora a 1200 metri di altezza – racconta – fa molto freddo. Le temperature sono quasi vicino allo zero. Ma si continua a scavare perchè la speranza di trovare altre persone in vita e la volontà di essere di aiuto prevalgono sulla fatica, sul buoi, e su qualsiasi altra sfida”. Nelle quarantott’ore trascorse a scavare non ha avvertito la stanchezza ha continuato a lavorare giorno e notte fino alla tarda serata di domenica quando il suo gruppo è rientrato. A Rigopiano sono arrivati altri volontari del soccorso alpino per il cambio di turno. “Non sono stanco – dice – sto bene. La nostra fatica è nulla rispetto al dolore e alla disperazione dei familairi dei dispersi che da giorni sono in attesa di risposte. Ogni minuto che passa aumenta la loro sofferenza. Tra le persone sommerse dalle neve ci sono anche ragazzi della mia età”. Tra i dispersi c’è ancora Stefano Faniello, il 28enne originario di Valva arrivato a Rigopiano insieme alla fidanzata Francesca. Lei è in salvo. Di Stefano ancora nessuna notizia. Raffaele è rientrato da poche ore. Non riesce a smettere di pensare al dramma dei familiari delle vittime. Delle lunghe ore trascorse a scavare tra neve ricorda soprattutto il silenzio assordante che improvvisamente calava sui soccorsi quando dalle macerie i soccorritori avvertivano segnali di vita. Anche il più piccolo rumore faceva ben sperare. A quel punto tutti i soccorritori venivano invitati a fare silenzio per capire la provenienza del segnale nella speranza di estrarre uno dei dispersi. Si scava, si lavora, si va avanti nel disperato tentativo di ritrovare ancora qualcuno in vita anche se il lassare dei giorni affievolisce la speranza. Il 27enne ha raggiunto l’Abruzzo insieme ad altri quattro soccorritori provenienti da Capri, da Castellamare di Stabia e dall’avellinese. Della squadra era l’unico salernitano. Prima di partire aveva seguito da casa i primi interventi. Aveva avuto modo di vedere foto e video del luogo della tragedia. Ma quando é arrivato sul posto si è reso conto della realtà. “Cerchi di farti un’idea del luogo dove devi lavorare, inizi a scavare, trovi i primi muri, poi le porte, inizia cambiare direzione quando non trovi nulla. La situazione è drammatica”. Dell’albergo non è rimasto nulla. L’intera struttura è stata travolta dalla slavina. Per Raffaele, da tre anni nel soccorso alpino è stato il primo intervento su una valanga. Altri colleghi con più esperienza sono rimasti impressionati. Non avevano mai visto qualcosa del genere. Venerdì sera appena arrivati hanno ricevuto le direttive del lavoro da svolgere. Hanno trascorso la notte nella palestra allestita a Penne per ospitare i soccorritori e sabato mattina hanno raggiunto Rigopiano. “La strada per raggiungere l’albergo è impraticabile, un cunicolo ricavato in mezzo alla neve. Anche i mezzi hanno avuto difficoltà a passare. Abbiamo lavorato tutto il giorno. Ci siamo fermati solo in serata per riprendere domenica mattina. Purtroppo nessuno dei dispersi è stato recuperato vivo. Solo altri corpi senza vita”. I volontari del soccorso alpino sono impegnato anche a monitorare la montagna. C’e il rischio di nuove slavine. “Quando lavori – dice Raffaele – non pensi che puoi mettere a rischio la tua vita, è una lotta contro il tempo, ci sono altre vite da salvare”.

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