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lunedì 25 Marzo 2019
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Otto anni di calvario giudiziario, Cesare Festa: “Ora la verità”

Undici giorni di arresti domiciliari, sette procedimenti penali e otto anni di calvario giudiziario per riavere il certificato penale pulito. Oggi Cesare Festa, già sindaco di Pisciotta, non è più la stessa persona. Le pesanti accuse da cui si è dovuto difendere dal 2009 lo hanno profondamente provato nel corpo e nell’anima.

Si ritiene una vittima della malagiustizia?
Di più. Ho subito una vera e propria persecuzione giudiziaria. Nei miei confronti sono state mosse accuse costruite a tavolino che mi ha completamente deabilitato. Ancora oggi combatto con la depressione.

Parla di una vicenda costruita, da chi ?
C’è stato un intreccio di interessi che si sono materializzati in sette processi penali tutti risoltosi con assoluzione piena. Questo però dopo anni di calvario giudizio, l’ultimo processo si è chiuso nello scorso mese di luglio.

Ricordiamo i fatti. Mentre era sindaco di Pisciotta, una bella mattina arrivano i carabinieri a casa le dicono che è agli arresti. Che cosa ha provato in quel momento?
Non vorrei apparire presuntuoso, ma ho capito subito che si trattava di una operazione voluta. Sono stato sereno ed ho accettato con cristiana rassegnazione quella che era una condanna senza prove. Per undici giorni mi sono sentito un prigioniero politico.

Di cosa lo accusavano?
Dei reati più gravi, scelti scientificamente affinché io non avessi scampo. L’accusa più pazzesca quella di concussione che mi ha portato agli arresti domiciliari per aver sollecitato il dirigente dell’ufficio urbanistico ad evadere il suo lavoro. Sono stato arrestato per aver adempito ad un obbligo di legge.

Crede ancora nella magistratura?
Non generalizzo ci sono persone degne di svolgere il loro ruolo a fronte di qualche mela marcia che infesta qualche ufficio giudiziario,

Ovvero?
Sono stato assolto per non aver commesso il fatto una prima volta davanti al Gup di Vallo della Lucania. Fortunatamente ho incontrato sulla mia strada la dottoressa Carla De Filippo che ha fatto un processo come andava fatto, leggendo le carte e ascoltando gli indagati. A quel punto il rappresentante della Procura, che non aveva neanche partecipato all’ultima udienza, cala il secondo colpo di teatro, proponendo un ricorso inammissibile in cassazione che viene comunque accolto. Vengo nuovamente processato a Vallo, dove il giudice Valeria Campania mi ha nuovamente assolto.

Sul lavoro della Procura ora chiede un’ ispezione?
È stato il Senatore Gasparri, vice presidente del Senato. Ha chiesto una interrogazione al Ministro della Giustizia e della Difesa per eventuali anomalie nei procedimenti penali e sul trasferimento del maresciallo dei carabinieri che coordinò le indagini.

Perché questo accanimento contro di lei?
Hanno voluto colpire il sindaco “fascista” di Pisciotta. Sono finito agli arresti domiciliari mentre era in corsa una guerra tra la procura di Salerno e quella di Catanzaro. Con lo scandalo Why Not, la procura di Salerno era rimasta senza capo. C’era qualche magistrato vanesio che pensava di aggiudicarsi la poltrona facendo arrestare un sindaco fascista. I processi hanno dimostrato la megalomania di soggetti presi da mania di onnipotenza.

A chi dava fastidio?
Purtroppo a diverse istituzioni. Da sindaco, sono stato sempre sul piede di guerra. Il Cilento era sotto tutela dal punto di vista politico. La mia vittoria, imprevedibile, ha mandato all’aria l’annoso potere che opprimeva il territorio. Oggi purtroppo il Cilento per una sorta di nemisi storica e tornato sotto le grinfie di determinati personaggetti.

Ha qualche amarezza? Lei é stato costretto ad uscire dalla scena politica?
Sono un uomo d’onore, non potevo continuare a fare il sindaco sotto la spada di Damocle delle pesanti accuse. Dovevo dimostrare la mia onestà. Oggi ho una fedina penale immacolata. Vengo dalla scuola politica e di vita di Almirante e Raito. Con me non si poteva giocare questa partita truccata.

Pensa di tornare in politica ?
Assolutamente no, anche perché mi ritengo orfano di partito, al momento la destra non ha una casa.

A Pisciotta si vota tra qualche mese, ci sta pensando?
Pisciotta merita di andare avanti, basta con i soliti nomi ad iniziare dal mio. Quello che potevo fare l’ho fatto. Ho realizzato opere importanti.

 

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