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Vallo della Lucania
lunedì 17 Giugno 2019
Cilento News

Tragedia Ciclope, il dolore della madre e la testimonianza degli amici

“Voglio vedere mio figlio per l’ultima volta. Fatemi entrare. Devo vedere con i miei occhi che cosa gli è successo”. Le parole strazianti della giovane mamma di Crescenzo Della Ragione. La donna, distrutta dal dolore, ieri mattina insieme al marito è arrivata all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Il corpo del figlio da lunedì notte è rinchiuso nell’obitorio del nosocomio dove è stato trasferito subito dopo la tragedia. La salma è tuttora sotto sequestro in attesa che il medico legale Adamo Maiese giovedì mattina effettui l’esame autoptico. Scene strazianti all’ingresso della donna nella sala mortuaria. Chi ha assistito alla scena parla di un dolore che non si può descrivere. La donna con insistenza urlava di voler rivedere il figlio, il suo Crescenzo. Il medico legale ha fatto preparare il corpo del ragazzo e nella tarda mattinata ha concesso ai due genitori, accompagnati da un familiare di entrare. Comprensibile il dolore della donna alla vista del corpo senza vita del figlio. Quando il personale dell’obitorio ha aperto la cella frigorifera è scoppiata in lacrime. Urla di dolore per la tragica morte del suo unico figlio. Il masso che lunedì sera si é staccato dalla parete rocciosa dinanzi all’ingresso della discoteca il Ciclope ha ucciso sul colpo il 27enne. La pietra, a giudicare ferite mortali riportate dal ragazzo (cranio e colonna vertebrale completamente fracassati ) doveva pesare almeno 70 – 80 chili. I due genitori dopo aver visto il corpo del figlio, visibilmente sotto shock sono rimasti nei pressi della sala mortuaria fino al primo pomeriggio poi forse anche per allontanarsi dai riflettori hanno preferito lasciare l’ingresso dell’ospedale. Al loro fianco tantissimi ragazzi, tutti amici di Crescenzo che sin dalle prime ore di ieri mattina hanno raggiunto l’ospedale di Vallo della Lucania per unirsi al dolore della famiglia Della Ragione. In silenzio si sono stretti attorno ai due genitori. La morte del 27enne ha scioccato anche la comunità di Marina di Camerota soprattutto quanti si trovavano all’interno del locale. A raccontare quei momenti drammatici è proprio uno dei tanti ragazzi che quella tragedia l’ha vista con i propri occhi “Quando è successo – racconta – io ero dentro. Improvvisamente abbiamo sentito le sirene delle ambulanze. Abbiamo chiesto subito che cosa era successo, pensavamo si trattasse di qualcuno che si era sentito male con la droga. Subito dopo abbiamo saputo invece della caduta del masso e della morte del 27enne. La pietra gli aveva spaccato la testa in due”. La testimonianza é di un ragazzo di origini napoletane, un conoscente della vittima. “Inizialmente – continua a raccontare – ho pensato che come al solito qualcuno aveva esagerato, ma quando ho capito che non era uno scherzo sono rimasto rabbrividito al solo pensiero che io o qualche mio amico potevamo tranquillamente essere al posto di Crescenzo”. Attimi drammatici. Scene strazianti. Poi sono arrivati i carabinieri. Sii è creata gran confusione. Persone che scappavano ovunque e la musica improvvisamente si è spenta.

 

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